Nel Museo civico di Rieti, ospitato nell’ex monastero di S. Lucia, è possibile ammirare l’apparato decorativo della città. Nel Museo, infatti nell’ala che ospita la collezione civica, si conservano i reperti ritrovati nel corso degli anni spesso ritrovati occasionalmente e non grazie a scavi sistematici. Apprezzabili sono le statue dei...
Nel Museo civico di Rieti, ospitato nell’ex monastero di S. Lucia, è possibile ammirare l’apparato decorativo della città. Nel Museo, infatti nell’ala che ospita la collezione civica, si conservano i reperti ritrovati nel corso degli anni spesso ritrovati occasionalmente e non grazie a scavi sistematici. Apprezzabili sono le statue dei togati, esposti in sala 2, statue maschili acefale, che rappresentano cittadini romani onorati e ricordati nella piazza del foro della città. Uno di questi, prende il nome di Mammacibocco. Questa statua, priva della testa, rappresenta un personaggio maschile vestito di toga, l’abito tradizionale del cittadino romano. Assieme alle altre statue di togati rinvenute si deve immaginare collocata nella piazza del foro, una sorta di luogo della memoria dove erano celebrati i personaggi più illustri e ricordati gli avvenimenti più importanti della storia della città. Doveva, per questo motivo, rappresentare un magistrato del municipio di Reate o comunque una personalità onorata dalla popolazione reatina. Secondo la tradizione locale la statua ritraeva Cicerone, che rappresentò i reatini contro i ternani nel 54 a.C. nella causa per il problema del canale della Marmore, che provocava ingenti danni con frequenti alluvioni nella Valnerina.
La statua è chiamata amichevolmente dai Reatini Mammacibocco. L’origine del nome (Mammaciboco o Marmo di Cibocco) deriva dal palazzo della famiglia Cibocchi al quale la statua era rimasta a lungo addossata dopo la sua scoperta. Può essere datata alla fine del I secolo.
Nella sala che ospita le iscrizioni una di queste è proprio una base onoraria sulla quale doveva essere esposta una statua rappresentante il personaggio nominato. L’iscrizione è stata ritrovata in occasione di lavori di risistemazione di via Roma. Ricorda l’erezione di una statua, collocata presumibilmente nel foro romano della città, dedicata a Lucio Oranio Iusto, un uomo politico distintosi per aver elargito ai suoi concittadini la somma di centomila sesterzi per l’approvvigionamento dell’annona.
La testa della Menade è uno dei reperti scultorei della Rieti romana più pregevole. Rappresenta una giovane identificabile con un personaggio del corteggio (thiasos) di Dioniso per la presenza delle infiorescenze (corimbi) di edera alla sommità della fronte. La testa doveva essere originariamente inserita in una statua.