Nel giugno del 1998 il comune di Roma e l’allora Ente Eur (indissero un concorso internazionale di architettura per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia, vinto dal progetto presentato da Massimiliano Fuksas. Il complesso, completato nel 2016, è articolato in tre complessi distinti: la parte interrata, che comprende le...
Nel giugno del 1998 il comune di Roma e l’allora Ente Eur (indissero un concorso internazionale di architettura per la progettazione del nuovo Centro Congressi Italia, vinto dal progetto presentato da Massimiliano Fuksas. Il complesso, completato nel 2016, è articolato in tre complessi distinti: la parte interrata, che comprende le sale auditorium/polivalenti minori, le sale meeting, il concorse (spazio che mette in comunicazione le due entrate), i servizi annessi e un parcheggio; la “teca”, che ospita la cosiddetta “Nuvola”, ovvero l’auditoruim; la “lama”, un hotel di 441 stanze. La Teca, orientata longitudinalmente, con struttura in acciaio e doppia facciata in vetro è il contenitore assolutamente stereometrico - ad evocare le architetture dell’E42 – che racchiude al suo interno la “Nuvola”, fulcro del progetto, che ospita l’auditorium per 1.800 posti, la cui struttura è invece in nervature d’acciaio, rivestite per 15.000 mq da un telo trasparente di materiale innovativo. Una soluzione capace di suscitare uno straordinario effetto visivo, amplificato dal confronto tra un’articolazione spaziale libera, senza regole – quella della Nuvola – e una forma geometricamente definita, come è lo spazio “scatolare” della Teca (altezza 40 m, larghezza 70 m e lunghezza 175 m).