L’antica città di Ercolano sorgeva su un terrazzo naturale affacciato sul mare, delimitata a est e a ovest da due torrenti e con il Vesuvio alle sue spalle. Si trattava di un centro urbano di dimensioni contenute: le mura racchiudevano un’area di circa 20 ettari, organizzata secondo una rete viaria...
L’antica città di Ercolano sorgeva su un terrazzo naturale affacciato sul mare, delimitata a est e a ovest da due torrenti e con il Vesuvio alle sue spalle. Si trattava di un centro urbano di dimensioni contenute: le mura racchiudevano un’area di circa 20 ettari, organizzata secondo una rete viaria di decumani e cardini, e abitata da circa quattromila persone. In età augustea, come accadde in molte città dell’Impero, conobbe un periodo di intenso rinnovamento edilizio, che portò al restauro di numerosi edifici pubblici, tra cui il Teatro e la Basilica di Nonio Balbo. Un violento terremoto nel 62 d.C. provocò ingenti distruzioni e, qualche anno dopo, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sommerse completamente l’abitato. La riscoperta di Ercolano avvenne nel Settecento, quando i Borbone avviarono scavi tramite pozzi e cunicoli sotterranei. Nel 1828 ebbero inizio gli scavi “a cielo aperto”, proseguiti fino al 1875. Dopo una lunga pausa, le indagini ripartirono nel 1927 sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri, che le guidò fino al 1958. Nel corso del Novecento e nei primi anni Duemila furono condotti ulteriori interventi, che permisero di riportare alla luce un ampio tratto del fronte mare e una piccola parte della Villa dei Papiri.