L’area destinata a diventare un giardino pubblico già nel 1871, all’indomani dell’unità d’Italia, assunse l’assetto attuale nell’ambito dei programmi urbanistici della Roma mussoliniana. Il primo nucleo del parco fu infatti realizzato tra il 1928 e il 1932 dall’architetto Raffaele de Vico. La sistemazione della parte superiore del colle, comprendente i...
L’area destinata a diventare un giardino pubblico già nel 1871, all’indomani dell’unità d’Italia, assunse l’assetto attuale nell’ambito dei programmi urbanistici della Roma mussoliniana. Il primo nucleo del parco fu infatti realizzato tra il 1928 e il 1932 dall’architetto Raffaele de Vico. La sistemazione della parte superiore del colle, comprendente i ruderi delle Terme di Traiano fu invece curata negli anni successivi da Antonio Muñoz, Direttore delle Antichità e Belle Arti del Governatorato di Roma, che privilegiò la ricerca di prospettive spettacolari a scapito della visione d’insieme del complesso monumentale. All’interno del parco sono i resti monumentali delle Terme di Traiano, inaugurate il 22 giugno 109 d.C., e costruite al di sopra del padiglione esquilino della domus Aurea bruciato nel 104 d.C. Sono oggi visibili il grandioso emiciclo centrale del lato sud, di cui è tuttora perfettamente conservato il livello inferiore (visibile dove oggi si trova l’ingresso della Domus Aurea), e le esedre Sud-Ovest e parte di quella Sud-Est, tradizionalmente identificate con due biblioteche. Resti dell’esedra Nord-Est sono visibili sul margine settentrionale del Parco, quasi di fronte alle Sette Sale, nome con cui è conosciuta la grande riserva d’acqua che assicurava il rifornimento idrico delle Terme.